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Modifica al codice degli appalti- Ultima parte.

Esecuzione delle opere, servizi e forniture: riflessioni su alcune modifiche

Gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria

Per gli anni 2019 e 2020 i contratti di manutenzione ordinaria e straordinaria potranno essere affidati sulla base del progetto definitivo (con esclusione degli interventi di manutenzioni straordinaria che prevedono il rinnovo o la sostituzione di parti strutturali delle opere o impianti).

Subappalto

L’articolo 1, comma 18 della legge 55/2019 prescrive che, fino al 31 dicembre 2020, con esclusione dei lavori o componenti di notevole contenuto tecnologico o di rilevante complessità tecnica (strutture, impianti o opere speciali), le stazioni appaltanti devono indicare nel bando di gara i lavori-servizi subappaltabili e la relativa quota di subappalto non potrà superare l’incidenza del 40% dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture. Fino al 31 dicembre 2020 non dovrà essere indicata la terna dei subappaltatori e sono sospese le verifiche, in sede di gara, delle cause di esclusione del subappaltatore.

Modifiche per gli affidamenti sotto-soglia

Le modifiche all’articolo 36 del codice, disposte dall’articolo 1, comma 20, lettera “”h”, punto 2, hanno portato alla definizione delle seguenti fasce di affidamento:

– lavori di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro oppure di servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di cui all’articolo 35 del codice = affidamento diretto con valutazione di almeno 3 preventivi per i lavori e 5 preventivi per servizi e forniture – i lavori possono essere eseguiti anche in amministrazione diretta con esclusione dell’acquisto o noleggio dei mezzi per i quali si applica la stessa procedura;

– lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 350.000 euro si procede con la procedura negoziata di cui all’articolo 63 del codice (senza previa pubblicazione del bando) con la consultazione di almeno 10 operatori economici, nel rispetto del criterio della rotazione e con pubblicazione finale dell’esito della procedura che deve contenere l’indicazione anche dei soggetti invitati;

– lavori di importo pari o superiore a 350.000 euro e inferiore a 1.000.000 di euro mediante la procedura negoziata di cui all’articolo 63 del codice (senza previa pubblicazione del bando) con la consultazione di almeno 15 operatori economici anche in questo caso nel rispetto del criterio della rotazione e con pubblicazione finale dell’esito della procedura che deve contenere l’indicazione anche dei soggetti invitati;

-lavori di importo pari o superiore a 1.000.000 di euro e fino alla soglia comunitaria mediante ricorso alle procedure di cui all’articolo 60 del codice (procedure aperte) e con l’applicazione dell’esclusione automatica delle offerte anomale.

Riserve su aspetti progettuali

Il comma 10 dell’articolo 1 della legge 55/2019 prevede che fino al 31 dicembre 2020 possono essere oggetto di riserva anche gli aspetti progettuali che sono stati oggetto di verifica ai sensi dell’articolo 25 (verifica preventiva dell’interesse archeologico) del codice con conseguente estensione dell’ambito di applicazione dell’accordo bonario di cui all’articolo 205 del codice.

Si ricorda che resta in vigore il comma 2 dell’articolo 205 del codice che prevede che non possono essere oggetto di riserva gli aspetti progettuali che sono stati oggetto di verifica ai sensi dell’articolo 26 (verifica preventiva della progettazione) del codice.

Anche per l’esecuzione delle opere è possibile rilevare la poca incisività delle modifiche che intervengono su:

– aggiustamenti di alcune procedure sotto-soglia;

– il subappalto;

– gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e altre fattispecie.

Se si ragiona in termini di una maggiore concatenazione tra norme e procedure che possa consentire una riduzione e semplificazione delle casistiche o di altre presenze, questa modalità non costituisce, certamente, la migliore soluzione per sperare di poter arrivare, un giorno, ad un sistema di regolazione dei contratti pubblici che possa davvero essere coerente con le necessità di funzionamento del settore.

Le norme sui contratti pubblici devono rientrare, in considerazione della portata delle conseguenze di un’errata gestione del sistema, in un ambito su cui intervenire con la massima cautela e con la necessaria competenza e soprattutto sulla base di un metodo finalizzato a perseguire tre obiettivi principali:

– la visione del sistema rispetto alla quale orientare tutti gli interventi e i provvedimenti;

– la facilità di comprensione e di applicazione delle norme predisposte;

– la consapevolezza delle conseguenze sui processi presenti e futuri nell’ambito dei contratti pubblici.

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