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L'ordinanza della Corte di cassazione n. 21867/2019

Fondo patrimoniale, il Comune non deve risarcire la tardiva annotazione se c’è già un’ipoteca iscritta

Il Comune non è tenuto a risarcire il danno per la tardiva annotazione, in calce all’atto di matrimonio, della costituzione del fondo patrimoniale se sullo stesso immobile conferito nel patrimonio separato vi è già una ipoteca precedentemente iscritta. Ad affermarlo è la Cassazione con l’ordinanza n. 21867/2019con la quale i giudici di legittimità mettono comunque in guardia gli enti locali a eseguire tempestivamente l’adempimento formale.

Il caso:

Protagonista della vicenda è un imprenditore toscano il quale chiedeva al Comune di Prato il risarcimento dei danni subiti a causa del ritardo con il quale l’ente locale aveva provveduto all’annotazione, in calce al suo atto di matrimonio, della costituzione del fondo patrimoniale, che riguardava l’immobile adibito a casa familiare. Tra la comunicazione della costituzione del patrimonio separato e la sua annotazione, infatti, era intervenuta una procedura esecutiva, promossa da una società finanziaria creditrice dell’imprenditore, culminata con l’iscrizione di una ipoteca giudiziale sullo stesso immobile.

Secondo l’imprenditore, evidentemente, il tempestivo intervento del Comune avrebbe scongiurato il pignoramento. Tuttavia, per i giudici di merito l’ente locale non era tenuto a risarcire alcunché, per il semplice fatto che lo stesso imprenditore ben quattro anni prima, al fine di ottenere un finanziamento, aveva iscritto volontariamente un’ipoteca sullo stesso bene in favore della società finanziaria, la quale in virtù di ciò aveva dato luogo alla procedura esecutiva, anteriormente alla costituzione del fondo patrimoniale.

La decisione:

La questione è arrivata così in Cassazione, dove i giudici di legittimità hanno confermato il doppio verdetto sfavorevole all’imprenditore e lo hanno condannato alle spese, revocandogli il gratuito patrocinio per mala fede e colpa grave nell’azionare la pretesa giudiziale. Secondo la Cassazione, è astrattamente possibile che un Comune possa rispondere (articolo 2043 del codice civile) per omessa annotazione tempestiva della costituzione di un fondo patrimoniale, qualora nelle more il richiedente subisca un pignoramento. Tuttavia, nella fattispecie ciò è assolutamente da escludere perché lo stesso imprenditore ha rilasciato ipoteca volontaria sul bene in favore della società creditrice, ovvero il titolo esecutivo che ha dato il via alla procedura espropriativa.

Difatti, spiega il Collegio, «tra le diverse ipoteche (giudiziali, legali o volontarie) vi è concorso e la prevalenza dell’una sull’altra, o sulle altre, non è data dalla qualità intrinseca o dal modo in cui ciascuna di esse è costituita, bensì si determina unicamente in basa alla data di costituzione». Nel caso di specie, pertanto, l’ipoteca volontaria ha legittimamente prevalso sull’ipoteca giudiziale.

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